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Ho visto i migliori punter della mia generazione
distrutti dall’astinenza, infoiati, nudi isterici
trascinarsi per strade grigie all'alba in cerca d’una svuotata rabbiosa
flamers faccia-d'angelo col bruciore dell'antico ban somministrato
e la mano imbullonata sul macchinario telematico della notte,
che in miseria umana di stracci e occhi infossati frinivano nel nero cosmo innaturale
di cloache e freddi scarichi galleggiando come pasti digeriti,
cuore di stagno presso-fuso dal calore di stelle morenti
Ho visto i migliori punter della mia generazione
che si bevevano recensioni imbellettate e tracannavano liquido-miele alterato,
o si costernavano notte dopo notte con mignotte, incubi a occhi aperti,
cessi e belle-sballate senza fine
che si grattavano via le papille su protuberanze artificiali,
capezzoli gomma-laccati e resine epossidiche stellati di fresco bisturi all’amaretto,
sbarazzandosi del cervello a cucchiaiate sotto la Tangenziale
temendo per la nazionalità delle piattole nelle loro barbe inguinali
che accendevano sigarette perditempo per straziarsi di massaggiatrici orientali
e scriccioli filippini e cinesi emigrate in un sottoscala semi-ammobiliato di muffe
in Piazza dei Consoli occhieggiando cancelletti di ferro rugginoso,
striduli annunci avanti-il-prossimo al crack del chiavistello
che violavano angeli slavi illuminati da occhi-fanali riflettenti
nel buio rantoloso, barcollanti, sbilenchi, ciclopi in liscio feltro,
accucciati in fratte irrancidite bruciando spazzatura nei bidoni di metallo,
lingue e cuffiette di bituminoso pop balcanico smaltato di giallo
Ho visto i migliori punter della mia generazione
che ciondolavano affamati e soli e sciamavano attorno al chiosco notturno, sesso o salsiccia,
falene che schiaffeggiano la notte,
ali vibranti ammazzasogni a pancia piena
che consumavano strade sconnesse di Santa Palomba auto-buca-tremante e semiasse spezzato
a spinta verso i poli industriali della Johnson&Johnson, anestetizzando il traffico all’ora di punta,
auto di cortesia Toyota all’alba sotto luminarie d’autogrill,
sbronzi di sesso e circoncisi dai rovi
che piroettavano Audi targa bulgara in rombanti corsie, parallelo balenio
di semafori bruciati, tremore di gomme e frizioni andate nei crepuscoli estivi,
fracasso di lamiere d’alabastro fulminate e cocci
di bottiglie di birra delle puritane
che sacramentavano la notte dagli archi al mattatoio
gonfi di speranze, baluginio di palette d’ordinanza, bocca aperta
ad agguantare l’aria e gambe tremanti, con la mente svuotata
di ogni fantasmagoria alla luce desolante della torcia turchese spiazzo sosta
Ho visto i migliori punter della mia generazione
che affollavano, elettrolisi umana, il viadotto della Magliana
fluttuando fuori dall’EUR o passavano un pomeriggio di birre al tavolino fianco-portone
della loft impegnata nello sconsolato prendicazzi consumando a sbafo Corriere dello Sport
fumi di paraffina e schiumatura fornicante precipitatasi
a discutere di pay cogli acronimi blindati, schizzi a serramanico,
farfugliando strillando vomitando sussurrando di ricordi e aneddoti e sensazioni oniriche
e shock di localetti e cinema red-light e scazzi
biondi sulfamidici rigurgitati da un conato di spremitura intestinale
con spasimi e occhi rossi, carne e neuroni inflacciditi a livello terra-suolo,
che svaniscono lasciando una scia di untuosi racconti
di girls da 600 pazzodollari a botta.
Perdonami Allen per questa orribile storpiatura, tu che per la pay hai avuto un interesse più che relativo
http://www.maggiesfarm.it/i…