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Nicopv87
Jr. Member (28 post)
K+ 6 | K- 159
Buongiorno a tutti,
negli ultimi anni ho spesso frequentato "no prof" conosciute su siti e app per sugardaddy. Solitamente ci si scrive i primi messaggi sul sito salvo poi scambiarsi subito i contatti Telegram e continuare li.
Negli ultimi mesi mi è successo spesso di incappare in finti profili che, dopo pochi minuti di chat, riuscivano non so come a risalire alla mia identità , ad alcuni miei contatti, alla mia posizione al momento della discussione (ed ero al lavoro nel mio negozio, non in una azienda con molte persone) o mi mandavano screenshot relativi a interazioni Facebook di alcuni amici sui miei post. Io ho sempre avuto numero nascosto e privacy totale su Telegram e non mi spiego questo fatto. Comunque una volta che mi mandano questi dati mi chiedono un po' di soldi via PayPal salvo sputtanamento. Vi assicuro che è brutta come situazione e chi come me ha da perdere rischia veramente di finire in un brutto vortice. Per fortuna, spavento a parte, ho fatto finta di nulla e non ho risposto senza aver nessun tipo di conseguenza. Ma immagino che tanti possano aver pagato il riscatto. Qualcuno è mai incappato in qualcosa del genere? 
La voglia è di scoprire come fanno e andare a prenderli, ma parlando con persone più esperte di me mi dicono che non capiscono proprio come facciano ed è impossibile trovarli. 
Viz.
Sandokan (1390 post)
K+ 8957 | K- 1913
Quello che descrivi, purtroppo, non è un caso isolato. 
Negli ultimi anni si sono moltiplicati i tentativi di estorsione che partono da siti di incontri, piattaforme per sugar dating, social e app di messaggistica. 
Lo schema è quasi sempre lo stesso: conquistano un minimo di fiducia, raccolgono qualche informazione e poi cercano di spaventare la vittima mostrando dati personali o facendo intendere di sapere molto ➕ di quanto sappiano realmente.

La prima cosa che ci tengo a dire è questa: dal tuo racconto non emerge alcun elemento che faccia pensare a una compromissione di Telegram. È un errore che vedo fare spesso: 
 si attribuisce tutto all'ultima piattaforma utilizzata, quando in realtà il problema nasce altrove.

Sul "come fanno" ci sono diverse possibilità e, senza analizzare il singolo caso, è impossibile dare una risposta certa. Nella maggior parte dei casi, però, non c'è nessun hacker che entra nel telefono o nell'account. Semplicemente sfruttano una combinazione di:
 informazioni pubblicamente disponibili (OSINT);
dati provenienti da vecchie violazioni di database;
username o foto riutilizzati su più piattaforme;
dettagli che la vittima fornisce inconsapevolmente durante la conversazione;
informazioni reperibili tramite ricerche sui social.


Anche la questione della tua "posizione" non significa necessariamente che avessero accesso alla geolocalizzazione del telefono. Se avevano già ricondotto il profilo alla tua identità e sapevano che hai un negozio, oppure hanno dedotto dove fossi da qualche dettaglio della chat, l'effetto finale è lo stesso: sembra che sappiano dove sei, quando magari si tratta solo di una deduzione ben costruita.

Gli screenshot di Facebook rientrano nello stesso meccanismo. Servono soprattutto a creare un impatto psicologico e a convincere la vittima che abbiano accesso a tutto. 
In realtà spesso si limitano a raccogliere ciò che è già reperibile online o attraverso normali ricerche.
Da quello che scrivi, hai reagito nel modo corretto: non hai risposto e non hai pagato.
 È proprio quello che consiglio sempre. Pagare non offre alcuna garanzia che la vicenda finisca; anzi, chi paga dimostra di essere disposto a farlo e rischia di diventare un bersaglio ancora più interessante per ulteriori richieste.

Per chi dovesse trovarsi nella stessa situazione, i consigli sono sempre gli stessi:
non pagare;
interrompere ogni contatto;
bloccare gli account utilizzati per le minacce;
conservare screenshot e conversazioni;
verificare la sicurezza dei propri account (password uniche e autenticazione a due fattori);
fare una verifica della propria esposizione online per capire quali informazioni personali siano facilmente reperibili.

Quanto all'idea di "andarli a prendere", capisco perfettamente la reazione, ma nella pratica è molto difficile. Questi soggetti operano quasi sempre con account usa e getta, numeri virtuali, VPN e, non di rado, dall'estero. Conviene concentrare gli sforzi sulla protezione dei propri dati e, se le minacce diventano concrete o insistenti, valutare una denuncia.


Una curiosità, però, ce l'avrei. Sul sito di incontri avevi usato una foto del volto❓
Lo stesso nickname che utilizzi altrove❔
 Oppure avevi condiviso il numero di telefono prima di passare a Telegram❓
 
Sono dettagli che possono fare molta differenza e aiutare a capire quale sia stato il vero punto di partenza della ricerca sulla tua identità.

_______________Viz🌪️
Sexyguidaitalia