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calacausi:

Era una bella mattina di fine gennaio. Nella notte aveva nevicato un poco, ma il terreno era coperto di un velo fresco non più alto di tre dita. Al buio, subito dopo laudi, avevamo ascoltato la messa in un villaggio a valle. Poi ci eravamo messi in viaggio verso le montagne, allo spuntar del sole.
Come ci inerpicavamo per il sentiero scosceso che si snodava intorno al monte, vidi l’abbazia.


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A quell’epoca ero un novizio di pochi mesi di iscrizione, ‘Azzo Trappista, senza troppa esperienza di viali e di rose.
Ero al seguito di un dotto maestro, certo frate Guglielmo da Bascavilla, che in passato era stato anche inquisitore di loft e Otr, ma poi aveva abbandonato per vari motivi.
Tra cui, a suo dire, che la tortura non serva a sentire la Verità, ma ciò che l’inquisitore voglia sentirsi pronunciare.

“Ecco l’Abbazia, ‘Azzo! Abbazia ricca, 80 mila iscritti, dieci volte di più i posts. All’Abate di qua piace apparire bene, nelle pubbliche occasioni”.

Dopo esserci rifocillati con il cibo messo a disposizione dall’Abate, coscette di pay e petti di milf della sua Riserva personale, fummo condotti in visita ad un ambiente spoglio e disadorno: la sala del Regolamento generale.
Pochissimi topics, e poche anche le views, in confronto ai numeri degli iscritti.
Era evidente che moltissimi entrassero direttamente nelle stanze migliori, senza neanche ripulirsi il fango dai sandali.

Qui, il tono dell’Abate, da caldo e colloquiale, si fece ferale e preoccupato.
Ci informò di alcuni misteriosi fatti, che il mio accompagnatore sembrava conoscere già.
Era scomparso, da pochi giorni, Gimli da Otranto, monaco ancora giovane, ma già famoso come valente miniatore di recensioni e racconti splatter.
Un capraio aveva trovato il corpo del suicida in fondo alla scarpata del torrione est, ma le finestre dell’edificio erano chiuse.
Ci diede allora pieni poteri di aggirarci e investigare per l’abbazia, tenendoci però lontani dalle stanze più alte dell’amministrazione, quelle contenenti i peccaminosi libri eretici contabili.

Tra i primi incontri, avemmo quello con frate Maurino111965 da Casalecchio di Reno, uno degli spirituali dichiarati eretici dalla Chiesa, perché, come il maestro che mi accompagnava, perseguiva gli ideali di povertà evangelica, privazione di figa e adorazione della Vergine di Pietra.
Insieme a lui, un inquietante personaggio, che parlava una strana lingua che era un insieme di più lingue, fra’ Nkuncle, eretico anch’esso e tra i più pericolosi:
”Penitenziagite! Watch out for the draco who cometh in futurum to gnaw on your anima! La mort e supra nos! ci vorrebbe un Boriello che portasse stil Belen o sue amiche a ravvivare po' grigiore zeneise le disco ormai sono o over 80 o stile vomitino capodanno 19 non reggenti, idem molti pub o posti in altri anni in altro clima, era tutto diverso... You contemplata me calypsum, eh? La bas! Nous avons il diabolo! Habli CUM Salvatore, eh? My little brother! Penitenziagite!!”

Dopo la difficile conversazione intrattenuta, fummo introdotti dall’aiuto bibliotecario, l’Emerito monaco Berengario Legendario, in visita alla sottosezione Il Libro, dove, neanche a dirlo, erano più i libri che portavano la sua eccelsa firma.
Ma non fummo in grado di terminare la visita, che venimmo scossi da alte grida di allarmi.
Un altro monaco, RicFellatio, traduttore e copista dal Cinese, era stato trovato morto, immerso a testa in giù nell’orcio che i porcai avevano riempito il giorno prima con il sangue dei maiali…
Interrogando Bencio150, studioso di retorica e noto amico della patatina, apprendemmo che sia Gimli da Otranto che RicFellatio erano due giovani copisti su cui si erano posate le attenzioni del bibliotecario Berengario Legendario, segretamente uominosessuale e torturato da questo suo peccato.

Quella notte, col mio maestro, mentre tutti o quasi dormivano, esplorammo le sale dell’Abbazia e, attraverso un passaggio segreto per l’Ossario, raggiungemmo lo Scriptorium, giusto in tempo per veder scappare un’ombra misteriosa che aveva trafugato un libro dal tavolo di RicFellatio.
Qui rimaneva però un foglio, con visibile controluce, delle scritte in un alfabeto criptato, che riuscimmo a decifrare: ”Sono Isa Dick, mi trovi a Firenze, cercami con lo stesso nome anche sulla bacheca, su fuckbook e sul catalogo postal market, faccio tuto no ti pentirai”.

Il terzo giorno, dopo laudi, tutti gli abitanti dell’Abbazia, cercarono invano Berengario Legendario.
Toccò a me, quasi per caso, ritrovarne il corpo annegato nei balnea.
All’esame delle spoglie, presentava macchie nere ai polpastrelli e pure sulla lingua.
Le stesse che il mio maestro aveva precedentemente rinvenuto sul corpo di RicFellatio e pure di Gimli da Otranto. Vi doveva essere un nesso, per ciò.
Toccò a me, trovarlo. Giacchè il mio maestro si aggirava, chino e torvo, per le corti, mormorando: “… dei miei occhi hai preso il bagliore…”.

Mi recai così a Firenze, dopo aver preso appuntamento grazie all’annuncio di quella Isa Dick.
Era questa una di quelle figlie dei Carpazi, scese in Itaglia a cercar… di meglio.
Avendo avuto in giovinezza, una certa pratica nei chiostri, con coltivazioni di erbe varie allucinogene, e possedendo in quantità nozioni di bottanica, mi avvidi subito di un semplice fatto!
Le doppie labbra di Isa Dick erano state intinte nel curaro, un estratto vegetale capace di avvelenare e dar la morte in poco tempo.
Certo, tutti e tre quei monaci, Berengario Legendario, RicFellatio e Gimli da Otranto, si erano intrattenuti in succosi daty e digitazioni, con la suddetta pay.
E ne furono avvelenati tutti quanti, da cui le macchie nere del veleno sulla lingua e i polpastrelli!

Tornai a relazionare il mio maestro su quanto scoperto, convinto di ricevere un encomio.
Ma, con mia sorpresa, quello sapeva già tutto. Potenza dei PM.
Fu allora, che mi sciolsi in una penosa confessione, alla ricerca di assoluzione.
“Maestro, ho altro da dirvi… in realtà credo d’aver peccato. Son stato indotto, invogliato da quel chiavatar… ho mandato anch’io un messaggio privato a Suor Sara84. No maestro, nessun incontro in penombra… mi ha fatto un caffè, pure un po’ annacquato… e poi mi ha rifatto le unghie, col gel… ecco, guardi!”
Inaspettatamente, non volle confessarmi. Anzi, si confessò a sua volta.
“’Azzo, ragazzo mio, non devi flagellarti. Quello che ti è successo, è nell’animo umano. Io pure, non tanto tempo fa, incontrai in PM una ragazza, Bella come la luna, fulgida come il sole e terribile come un esercito spiegato in battaglia. Quanto sarebbe quieta la vita senza l'amore... Tanto sicura, tanto calma... Tanto noiosa.

Mi scossi, trasognato e sollevato, a quelle parole.
E udii nuovi e alti lai.
Il cellario eterno, colui che conduceva i pellegrini alle loro celle e alla sala refettorio, era stato ritrovato.
Con la testa fracassata. E tutto il suo sapere, che vi si spandeva, muto per sempre.
Guglielmo da Bascavilla scosse la testa, e si intristì.

Il mattino dopo presto, si avvicinarono all’abbazia due folte delegazioni.
Una era di frati minoriti minorati e portava con se greppie piene di fantasiosi interrogativi.
L’altra, guidata da un certo Bernardo Gui Calibro 20, a capo di tutti i suoi multipli.
Era questi un terribile inquisitore, acerrimo nemico del mio maestro, oltreché della ragione.
La notte che ne seguì, in una strada buia, furono trovati l’eretico Fra ‘Nkuncle e la sconfessata Suor Sara84, a mostrarsi le pudenda e a scambiarsi karma a vicenda.
Furono rinchiusi in una cella buia, sotto il laboratorio dei fabbri.
E di certo, avrebbero ricevuto un trattamento speciale da Bernardo Gui l’Inquisitore.

Dal dialogo tra le opposte delegazioni, quella dei minorati e quella dei teologi imperiali, si addiveniva a speculari conclusioni.
Non si può mandare al rogo chi sbaglia una sola volta.
Ma non si può neppure sopportare questa scarica di illazioni volgari.
Le ragazze si fan palese pubblicità, le più furbe, in maniera subliminale.
Siamo tutti qui per lo stesso anale. Non è peccato poi così mortale.
La corte Avignonese, dell’antipappa Vuotopieno, dev’essere per sempre debellata.
Allora lasciamo tutto in mano al primo Pappa che si presenta…
Io ancora non ho capito come funzionano i karma negativi, interruppe l’ultimo della delegazione dei minorati.
E con un forte brusio di disapprovazione, si sciolse il conclave di cappelle.

Bernardo Gui Pulicinella007 accusò dei delitti avvenuti nell’abbazia il frate dolciniano Glauco, grandissimo eretico e ipovedente, che sotto minaccia di tortura di tornare a casa di Piaceresara, confessò pure di aver regalato un anello di zirconi alla sua pay favorita, e fu per questo perculato a vita.
Il caso si ritenne chiuso e la polizia postale venne avvisata con posta certificata.

L’Abate ci ricompensò con un cesto di uova fresche appena covate e una lista delle no-prof appena scovate e ci chiese se avremmo preso cammino la sera stessa, al vespro.

Fi fi, bella, aggiunse una baby senza denti, il cafo è chiufo!
I manzi kriminali son scappati, chiudete le stalle.
Al bar hanno lanciato un paccobomba, il Bologna è retrocesso.
Da dentro un cesso diamantato continua ad uscire la kakka.
Su tutto spira un caldo vento libico che copre di sabbia.

Nella torre più alta dell’Abbazia, intanto, il folle Jorge911, eretto già ottant’anni prima della stessa torre, strappa e mastica una ad una, tra un fangù e l’altro, tutte le pagine del secondo libro della Poetica di Aristotele, per impedirne la lettura ai nuovi iscritti.
Nessuno dovrà più accedere a quelle pagine diseducative.
Vi si giustifica il riso, nobilitato ad arte dell'irrisione, distinta dall’etica e dalla morale.
Il riso uccide la paura, figurarsi se non leva di torno i pidocchi.

"La sola prova dell'esistenza del Diavolo è il nostro desiderio di vederlo all'opera."

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Grazie alle "comparse" del forum e grazie ad Umby, di cui si sarà sentita l'Eco...
http://tinyurl.com/oymhweu
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http://gnoccaforum.com/esco…
Non morire senza aver provato la meraviglia di scopare con amore.