Ah bè, se me lo assicuri tu che ho torto e per di più marcio, come non crederti?
Per un motivo molto semplice: perché io ti ho spiegato perché hai sbagliato e tu, invece di rispondere nel merito alle mie obiezioni, le hai ignorate con un "fregacazzi", mostrando per altro di non averle capite.
Te lo ripeto un'ultima volta: il punto è che la tua presunta traduzione "i gusti e i colori non si discutono" è sbagliata: il senso è più o meno quello, ma la traduzione esatta della frase latina è "sui gusti e sui colori non si discute", quindi "gusti e colori" non sono il soggetto del verbo (o, per esprimermi nella tua maniera approssimativa, non sono "retti" da quel verbo), ma rappresentano un semplice complemento d'argomento, senza nessuna influenza sulla persona del verbo (come in "siamo stati interrogati sulla grammatica": qui forse che metteresti il verbo al singolare perché "grammatica" è singolare?). Dal momento che ti sei messo in testa di correggere la frase originale latina, la tua traduzione italiana libera e approssimativa non ha importanza: il verbo corretto in latino è "est" e non "sunt" e te lo potrebbe confermare persino una semplice ricerca sulla forma originaria del detto, anche senza entrare nell'analisi della frase, che comunque ti smentisce.
Questo è il motivo per cui credermi: perché io ti do delle ragioni valide, nel merito, basate su solidi argomenti grammaticali, ai quali tu, non avendo la competenza per ribatterli, rispondi solo "fregacazzi" e simili, insistendo con la tua unica argomentazione, che ti è stato mostrato in più modi non essere valida.
So che queste dispute online sono del tutto inutili, perché in esse non c'è differenza tra chi è competente e chi non lo è e finisce solo in una gara a chi urla più forte, ma in ogni caso sappi questo: che non mi va di lasciare l'ultima parola a chi non segue le regole della buona discussione, facendo il prepotente e poi atteggiandosi a vittima. Che, nel caso in cui tu non te ne sia accorto, è quello che stai facendo: ti arroghi il diritto di correggere gli altri su qualcosa su cui è evidente che non hai nessuna competenza, e protesti, strepiti e ironizzi quando qualcuno, gentilmente, ti fa notare il tuo errore, sobbarcandosi persino la fatica di spiegarti pazientemente in cosa consista. Se tu poi ripondi ad un certo modo, non stupirti che, persa la pazienza e verificata l'inutilità dei propri sforzi, la gente passi senz'altro a limitarsi a rispondere che hai torto marcio. Ma hai torto anche a presentarla come un'affermazione gratuita: io ti ho spiegato perché tu abbia torto, sia prima che ora, non mi sono limitato ad affermarlo. Tu cosa rispondi, punto per punto, alle mie ragioni? Fregacazzi?
