Non mi presento perché sono iscritto anche con altro nick, da molto tempo. Preferisco usare questo per ragioni di privacy. Ho sempre odiato questa sezione del forum. Ben venga l'informazione in materia sanitaria, ma nel forum ci entro per rilassarmi, farmi due risate, condividere esperienze e cercare ispirazione per quelle future.
Vedere i messaggi che parlano di malattie o leggere gli interventi di punter ipocondriaci mi fa passare la "voglia". Per tranquillizzarmi finisco con il cercare le risposte dei puttanieri incoscienti o negazionisti, quelli convinti che i rischi siano così bassi da poterli trascurare. E siccome le precauzioni di base io le ho sempre prese, mi sono convinto che se loro non hanno avuto problemi non li avrò manco io. Così mi metto l'anima in pace, tiro un sospiro di sollievo e penso alla prossima scopata.
Poi è successo l'imprevisto ... prevedibile. Dolori molto forti nelle parti intime, strane macchie, un'infezione. Visita urgente dallo specialista, con la fatidica domanda: "recentemente ha avuto rapporti senza protezione con soggetti a rischio"? Penso subito alle tre pay visitate negli ultimi dieci giorni e ai loro indimenticabili pompini e rispondo "sì, una sola volta però ...". "I rapporti scoperti hanno compreso la penetrazione?" ... "dottore, sono sessodipendente, non pazzo". "Uhm, si sottoponga immediatamente a questi controlli ...". Un brivido corre lungo la schiena ... "dottore, quali sono le possibilità di aver contratto QUEL virus?". "Basse, bassissime. Però, statisticamente, ci sono. Comunque consideri che l'infetto deve avere una carica virale molto forte, chi viene infettato deve avere le difese immunitarie già basse, la quantità di liquido scambiata deve essere significativa e ci devono essere ferite aperte. Come dicevo però, quelle possibilità ci sono. Non voglio spaventarla, per me un controllo sierologico non è necessario, visto che ha avuto un RAPPORTO SOLO".
Beh, a parte che erano tre e non uno, a preoccuparmi sono stati gli altri 200 - 250 avuti nei dieci anni precedenti... Nuova visita, da un altro genere di specialista. Mi guarda e mi dice subito "per prendersi questa cosa, lei deve avere le difese immunitarie molto basse". PANICO.
Inizio a pensare che forse dovrei fare il test. Quel test. Mi informo, a fatica, perché comincio ad avere paura. Finalmente mi faccio coraggio (tanto) e vado a fare il test. HIV e epatiti A, B, C. L'avevo già fatto dieci anni fa, quando praticavo già una decina d'anni. Ma allora avevo sempre fatto tutto coperto. Poi mi sono lasciato andare a qualche variante. BBJ, DATY, CIM, ANAL RIMMING attivo e passivo, PISSING ... un paio di volte si era rotto il preservativo durante RAI1 ... ma ci vuole ben altro per infettarsi. O forse no.
Nei giorni in cui ho atteso l'esito del test ho pensato a molte cose. Nei dieci anni passati dalla volta precedente, ne ho vissute di esperienze. Donne, trans ... come dicevo grosso modo 200 - 250 soggetti. Quanti saranno stati malati? La mente corre a quella trans con delle occhiaie da paura e il bagno pieno di farmaci, alla zoccola da marciapiede che sembrava una tossica, alla milf che dopo aver scopato mi aveva detto di avere la bocca piena di tagli e a varie situazioni simili.
Guardo la mia ragazza mentre dorme e per un attimo penso, con terrore, se io fossi stato contagiato e se avessi trasmesso qualcosa a lei. Penso a come reagirei se sul referto leggessi "positivo". Di me non me ne importa più nulla, penso a come distruggerei la vita di chi mi sta intorno. La mia compagna, i miei genitori. I progetti per il futuro tutti saltati.
Sono giorni di merda, non c'è altro modo per definirli. Non dormo la notte, vado in paranoia totale. Penso anche a gesti estremi nel caso quel test fosse positivo. Le parole del medico mi risuonano nella testa continuamente, così come i ricordi dei bordelli di città che ho frequentato in tanti anni. La mia mente è in tilt.
Poi il giorno dell'esito. Mi reco in quel grande ospedale. L'infermiera stampa il foglio sotto i miei occhi, lo piega e le cade l'occhio sul referto. Ha un'espressione di pietà mista a compassione e disgusto. Io sono impietrito e cerco la forza di aprire quella busta. Passo davanti al reparto malattie infettive e mi sembra che i parenti in attesa mi guardino come se fossi uno dei pazienti. Trattengo il respiro, apro la busta. Tutto negativo (con la nota sul periodo finestra di 2 - 3 mesi).
Gli accertamenti sono ancora in corso, comunque pare che i problemi siano dovuti a qualche batterio, che probabilmente non ho nemmeno preso durante l'atto, ma con il contatto con lenzuola, copriletti o qualcosa del genere. E comunque devo fare altri esami.
Perché ho scritto questo lungo, noioso post? Non certo per sfogarmi, ma per raccontarvi la mia esperienza. I problemi a cui andiamo incontro con il nostro passatempo sono tanti e la guardia non va mai abbassata. Mai.
Rischiare di rovinare la vita a sé stessi e a chi c'è intorno è incosciente, folle. Non ha senso. Credetemi, ho vissuto un periodo di vera angoscia. Evitate che succeda anche a voi, usate sempre tutte le precauzioni, la testa e pensate bene a quanta gente prima di voi ha fatto le stesse cose sugli stessi letti ...
In primo luogo durante i tre test sull'HIV, io chiederei di visionare i rerlativi fogli illustrativi (bugiardini) e successivamente, in caso di positività a tutti i suddetti rilevamenti, chiederei di farmi isolare e purificare il detto virus per essere sicuri al 100% della sua presenza nel mio sangue.
Caro doc, mi sa che due volte non sono bastate se siamo ancora qui a dover leggere certe stupidaggini "imparate" su internet.
Ripeto per la seconda volta, pronto a ripetere per la terza visto che ripeti sempre le stesse cose:
4) Se tu chiedessi al laboratorio di analisi dove hai fatto i test di isolare il virus, medici e tecnici si farebbero una grande risata... ma lo sai cosa vuol dire isolare un virus? Quello che farebbero è la genotipizzazione mediante la PCR (prova della presenza del virus), ma isolare un virus è qualcosa che un laboratorio di analisi non ha ne' le attrezzature, ne' la competenza per fare.
I rischi ci sono sempre indipendentemente dal pay o non pay. Una non professionista sprovveduta può avere molti rapporti a rischio ma una professionista ha sicuramente più rapporti. Dato che il rischio di infezione da HIV dipende dal numero dei rapporti a rischio e considerando quanto spesso una pay fa CIM (che è a rischio), direi che il rischio di infezione è decisamente più alto con una pay che con una no prof.... anche sebasta un solo rapporto per infettarsi e infettare. Pay o no pay.
Io continuo a pensare che sia molto più pericoloso un rapporto con una occasionale che con una pay,proprio perchè nel primo caso si va a conoscere una persona che magari ha avuto negli anni diverse relazioni lunghe con uomini magari traditori e con sesso scoperto,mentre nel secondo caso in genere un po'per lavoro e un po'per la reputazione in genere la pay controlla di più il suo stato di salute,pur essendoci in genere molta ignoranza da parte loro,Infatti,l'altro giorno ho saputo che due giovani che si erano conosciuti in un locale di Torino,sono morti di Aids,ed in questo caso stranamente l'untrice era una donna
Hai perfettamente ragione.
comunque andando a pay o non pay i rischi sono uguali!bisogna renderli al minimo possibile però da tenere in conto che il gommino a volte si può rompere e li son ca...!
Anni fa (metà anni 90) una mia collega di lavoro ma anche amica carissima, si innamorò di un tipo. Quando restò incinta, il tipo le confessò di essere un ex tossico e HIV positivo.
che due giovani che si erano conosciuti in un locale di Torino,sono morti di Aids,ed in questo caso stranamente l'untrice era una donna
Però, si può fare ed è sempre meglio, visto che sono stati presenti alcuni casi di falsa sieropositività.
In primo luogo durante i tre test sull'HIV, io chiederei di visionare i rerlativi fogli illustrativi (bugiardini) e successivamente, in caso di positività a tutti i suddetti rilevamenti, chiederei di farmi isolare e purificare il detto virus per essere sicuri al 100% della sua presenza nel mio sangue.
Riporto da un altro thread:
Caro doc, mi sa che due volte non sono bastate se siamo ancora qui a dover leggere certe stupidaggini "imparate" su internet.
Ripeto per la seconda volta, pronto a ripetere per la terza visto che ripeti sempre le stesse cose:
4) Se tu chiedessi al laboratorio di analisi dove hai fatto i test di isolare il virus, medici e tecnici si farebbero una grande risata... ma lo sai cosa vuol dire isolare un virus? Quello che farebbero è la genotipizzazione mediante la PCR (prova della presenza del virus), ma isolare un virus è qualcosa che un laboratorio di analisi non ha ne' le attrezzature, ne' la competenza per fare.
Una cosa continuo a NON capirla.
"Cui prodest?" A chi giova?
A chi giova insistere (ogni thread è buono per infilarcisi dentro, anche a sproposito) con insinuazioni negazioniste? Mah...
Qui si sta parlando della salute/vita delle persone ed i post precedenti sono stati molto chiari in proposito anche in merito ai drammatici riflessi psicologici negativi cui si può andare incontro.
Vorrei davvero vederti franco, scusa il sadismo della mia affermazione e ovviamente non te lo auguro, dopo tre test positivi all'HIV a "chiedere di farmi isolare e purificare il detto virus per essere sicuri al 100% della sua presenza nel mio sangue".
Belle parole... ma se tu davvero riuscissi a mostrare un simile sangue freddo, invece di entrare in paranoia... chapeau!
Continuare con dubbi o affermazioni di questo tipo... Errare humanum est, perseverare est diabolicum...
Spero di essere stato chiaro e non essere più frainteso.
myway
Cazzo Francostar! NON si può fare, come te lo dobbiamo dire
Però, si può fare ed è sempre meglio, visto che sono stati presenti alcuni casi di falsa sieropositività.
In primo luogo durante i tre test sull'HIV, io chiederei di visionare i rerlativi fogli illustrativi (bugiardini) e successivamente, in caso di positività a tutti i suddetti rilevamenti, chiederei di farmi isolare e purificare il detto virus per essere sicuri al 100% della sua presenza nel mio sangue.
Riporto da un altro thread:
Caro doc, mi sa che due volte non sono bastate se siamo ancora qui a dover leggere certe stupidaggini "imparate" su internet.
Ripeto per la seconda volta, pronto a ripetere per la terza visto che ripeti sempre le stesse cose:
4) Se tu chiedessi al laboratorio di analisi dove hai fatto i test di isolare il virus, medici e tecnici si farebbero una grande risata... ma lo sai cosa vuol dire isolare un virus? Quello che farebbero è la genotipizzazione mediante la PCR (prova della presenza del virus), ma isolare un virus è qualcosa che un laboratorio di analisi non ha ne' le attrezzature, ne' la competenza per fare.
Una cosa continuo a NON capirla.
"Cui prodest?" A chi giova?
A chi giova insistere (ogni thread è buono per infilarcisi dentro, anche a sproposito) con insinuazioni negazioniste? Mah...
Qui si sta parlando della salute/vita delle persone ed i post precedenti sono stati molto chiari in proposito anche in merito ai drammatici riflessi psicologici negativi cui si può andare incontro.
Vorrei davvero vederti franco, scusa il sadismo della mia affermazione e ovviamente non te lo auguro, dopo tre test positivi all'HIV a "chiedere di farmi isolare e purificare il detto virus per essere sicuri al 100% della sua presenza nel mio sangue".
Belle parole... ma se tu davvero riuscissi a mostrare un simile sangue freddo, invece di entrare in paranoia... chapeau!
Continuare con dubbi o affermazioni di questo tipo... Errare humanum est, perseverare est diabolicum...
Spero di essere stato chiaro e non essere più frainteso.
myway
Evidentemente c'è bisogno di una... quarta volta... neanche la terza è bastata!!!!!!
Però, si può fare ed è sempre meglio, visto che sono stati presenti alcuni casi di falsa sieropositività.
Vedere i messaggi che parlano di malattie o leggere gli interventi di punter ipocondriaci mi fa passare la "voglia". Per tranquillizzarmi finisco con il cercare le risposte dei puttanieri incoscienti o negazionisti, quelli convinti che i rischi siano così bassi da poterli trascurare. E siccome le precauzioni di base io le ho sempre prese, mi sono convinto che se loro non hanno avuto problemi non li avrò manco io. Così mi metto l'anima in pace, tiro un sospiro di sollievo e penso alla prossima scopata.
Poi è successo l'imprevisto ... prevedibile. Dolori molto forti nelle parti intime, strane macchie, un'infezione. Visita urgente dallo specialista, con la fatidica domanda: "recentemente ha avuto rapporti senza protezione con soggetti a rischio"? Penso subito alle tre pay visitate negli ultimi dieci giorni e ai loro indimenticabili pompini e rispondo "sì, una sola volta però ...". "I rapporti scoperti hanno compreso la penetrazione?" ... "dottore, sono sessodipendente, non pazzo". "Uhm, si sottoponga immediatamente a questi controlli ...". Un brivido corre lungo la schiena ... "dottore, quali sono le possibilità di aver contratto QUEL virus?". "Basse, bassissime. Però, statisticamente, ci sono. Comunque consideri che l'infetto deve avere una carica virale molto forte, chi viene infettato deve avere le difese immunitarie già basse, la quantità di liquido scambiata deve essere significativa e ci devono essere ferite aperte. Come dicevo però, quelle possibilità ci sono. Non voglio spaventarla, per me un controllo sierologico non è necessario, visto che ha avuto un RAPPORTO SOLO".
Beh, a parte che erano tre e non uno, a preoccuparmi sono stati gli altri 200 - 250 avuti nei dieci anni precedenti... Nuova visita, da un altro genere di specialista. Mi guarda e mi dice subito "per prendersi questa cosa, lei deve avere le difese immunitarie molto basse". PANICO.
Inizio a pensare che forse dovrei fare il test. Quel test. Mi informo, a fatica, perché comincio ad avere paura. Finalmente mi faccio coraggio (tanto) e vado a fare il test. HIV e epatiti A, B, C. L'avevo già fatto dieci anni fa, quando praticavo già una decina d'anni. Ma allora avevo sempre fatto tutto coperto. Poi mi sono lasciato andare a qualche variante. BBJ, DATY, CIM, ANAL RIMMING attivo e passivo, PISSING ... un paio di volte si era rotto il preservativo durante RAI1 ... ma ci vuole ben altro per infettarsi. O forse no.
Nei giorni in cui ho atteso l'esito del test ho pensato a molte cose. Nei dieci anni passati dalla volta precedente, ne ho vissute di esperienze. Donne, trans ... come dicevo grosso modo 200 - 250 soggetti. Quanti saranno stati malati? La mente corre a quella trans con delle occhiaie da paura e il bagno pieno di farmaci, alla zoccola da marciapiede che sembrava una tossica, alla milf che dopo aver scopato mi aveva detto di avere la bocca piena di tagli e a varie situazioni simili.
Guardo la mia ragazza mentre dorme e per un attimo penso, con terrore, se io fossi stato contagiato e se avessi trasmesso qualcosa a lei. Penso a come reagirei se sul referto leggessi "positivo". Di me non me ne importa più nulla, penso a come distruggerei la vita di chi mi sta intorno. La mia compagna, i miei genitori. I progetti per il futuro tutti saltati.
Sono giorni di merda, non c'è altro modo per definirli. Non dormo la notte, vado in paranoia totale. Penso anche a gesti estremi nel caso quel test fosse positivo. Le parole del medico mi risuonano nella testa continuamente, così come i ricordi dei bordelli di città che ho frequentato in tanti anni. La mia mente è in tilt.
Poi il giorno dell'esito. Mi reco in quel grande ospedale. L'infermiera stampa il foglio sotto i miei occhi, lo piega e le cade l'occhio sul referto. Ha un'espressione di pietà mista a compassione e disgusto. Io sono impietrito e cerco la forza di aprire quella busta. Passo davanti al reparto malattie infettive e mi sembra che i parenti in attesa mi guardino come se fossi uno dei pazienti. Trattengo il respiro, apro la busta. Tutto negativo (con la nota sul periodo finestra di 2 - 3 mesi).
Gli accertamenti sono ancora in corso, comunque pare che i problemi siano dovuti a qualche batterio, che probabilmente non ho nemmeno preso durante l'atto, ma con il contatto con lenzuola, copriletti o qualcosa del genere. E comunque devo fare altri esami.
Perché ho scritto questo lungo, noioso post? Non certo per sfogarmi, ma per raccontarvi la mia esperienza. I problemi a cui andiamo incontro con il nostro passatempo sono tanti e la guardia non va mai abbassata. Mai.
Rischiare di rovinare la vita a sé stessi e a chi c'è intorno è incosciente, folle. Non ha senso. Credetemi, ho vissuto un periodo di vera angoscia. Evitate che succeda anche a voi, usate sempre tutte le precauzioni, la testa e pensate bene a quanta gente prima di voi ha fatto le stesse cose sugli stessi letti ...